La piccola glaciazione degli elettorati

Fra voglia di conservazione e domanda di discontinuità resiste il quadro tripolare

I sondaggi hanno di buono soprattutto il fatto che non consentono di abbandonarsi ai propri pre-giudizi, o meglio alla visione calda e accomodante che uno si e` fatto della realta` che lo circonda.  Un cittadino qualunque, che abbia seguito la politica italiana in questo primo scorcio del 2014, per esempio, si sarebbe fatto l’idea che la decisione  di non partecipare alle elezioni in Sardegna, avrebbe fatto perdere consensi al M5S anche a livello nazionale.   Le prime rilevazioni demoscopiche segnalano invece non solo una tenuta del M5S, ma addirittura un lieve aumento.

Potrebbe sembrare una notazione marginale, ma in realta` tutto cio` lascerebbe intuire che benche` Matteo Renzi incalzi il Governo con ‘parole ed opere’,  gli esponenti governativi incespichino ad ogni passo e FI si arrocchi intorno al suo leader dimezzato, il quadro politico emerso dalle elezioni del febbraio dell’anno scorso sotto il profilo della distribuzione dei consensi, non sembra conoscere modifiche sostanziali.    Parrebbe quasi di assistere ad un processo di radicalizzazione degli elettori che a loro volta congelando i consensi, congelano anche la amata/odiata ‘stabilita`.  Se cosi` fosse e` difficile che ci possa essere una legge elettorale capace di dare una maggioranza nitida e indiscutibile ad uno degli schieramenti in campo. Forse solo una legge a doppio turno potrebbe riuscirci, ma a quel punto diventerebbe complicato trovare un vasto schieramento parlamentare che la faccia passare.

Quindi – aldila` delle intenzioni di Renzi e di quelle di Silvio Berlusconi –  il principale alleato del governo, potrebbe essere proprio questa sorta di piccola glaciazione degli elettorati e la consapevolezza crescente che un voto prima dell’estate rischierebbe di riprodurre,  con piccoli spostamenti, una distribuzione delle forze di carattere tripolare e la conseguente difficile governabilità`.

Cercando un perche` di tale apparente immobilita` degli elettorati, la prima risposta che ci viene in mente e` legata allo strattonamento cui l’opinione pubblica del paese e` stata sottoposta in questi anni.   Appena cinque anni fa – grazie alla particolare legge elettorale – il centro destra aveva raccolto la piu` grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana.  Non gli e` bastata per governare e nemmeno per concludere la legislatura. Neanche tre anni piu` tardi il parlamento ha dato vita al governo tecnico di Monti che a sua volta si e` consumato in meno di un anno. Le elezioni del 2013, con la nascita del M5S,  hanno prodotto uno smottamento di consensi pari a quello dei primi anni novanta. Di necessita` e` nato il governo delle ‘grandi intese’ che in capo ad alcuni mesi, si e` trasformato in governo delle ‘intese ristrette’ con la rinascita di FI e la sua uscita dalla maggioranza.  Troppo per tutti. Troppo in termini di investimenti emotivi. Troppo in termini di smarrimento di ancoraggi. Troppo in termini di leaders o di presunti leaders: basti pensare che nell’arco di cinque anni abbiamo visto eclissarsi Bersani, D’Alema, Veltroni, Fini, Monti, Casini, Prodi, Tremonti senza considerare la condanna di Silvio Berlusconi.  E troppo, naturalmente,  in termini di promesse suscitate, riforme mancate, risposte non pervenute.  Con queste premesse forse e` ineluttabile che gli elettori residui – pensiamo infatti che l’astensione sia ancora destinata ad aumentare – operino scelte conservative, proteggendo quel tanto o poco che resta della loro identita` politica dietro gli antichi steccati o dietro a quanto di sostanzialmente nuovo hanno appena dato vita.  A guardar bene si tratta di un conservatorismo che nasce da esaurimento, che non si fa progettualità`, ma e semplice difesa, conservazione delle posizioni.  E` un nemico elusivo, a cui Renzi, che ha l’impeto dei giovani, forse non aveva pensato.  A ben vedere l`unica vera forza che puo` fermarlo siamo ancora noi. Noi con la nostra paura, la nostra giustificata stanchezza e il nostro sottile italico cinismo.

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