Prove di riforma elettorale: dal tripolarismo ‘vero’ al bipolarismo ‘fittizio’

5 marzo 2014

Il passaggio ‘stretto’ del Premier che tuttavia serve all’Italia

E` ragionevole pensare che il primo passo della riforma elettorale, secondo lo schema messo a punto da Renzi e Berlusconi, supererà la prova.  Alla Camera infatti ci saranno voti in abbondanza provenienti dai partiti di governo e da quello di opposizione.  A votare ‘no’ troveremo le truppe di Beppe Grillo e – ma proprio perche` chiamati a farlo in vista delle elezioni europee – il drappello di Sel; accanto a loro  un gruppetto di irriducibili appartenenti a tutti gli schieramenti, che guardano con fastidio alla sostanza e al metodo, messi in campo da Renzi.

E` così sarà compiuto il primo passo verso un sistema rappresentativo che in nome e per conto del concetto di ‘governabilità’, piegherà il sostanziale tripolarismo italiano ad una competizione fra due soggetti cancellando nello stesso tempo dall’universo parlamentare le forze minori e i loro uomini.  Tutto ok dite voi? Tutto ok rispondo io, fatto salvo che a me – che mai li votai – i radicali, per esempio –  mancheranno. E magari mi mancherà la debole impronta di un partito che non c’à e  potrebbe raccogliere le spinte dei consumatori, piuttosto che degli ambientalisti intelligenti che trovano poco spazio nel PD o in FI. Gente che magari non conta nulla che insieme vale meno del  10% dei voti e che tuttavia – magari – è lontana da spinte lobbistiche che arriveranno prepotenti nel futuro prossimo.  E noi italiani cos’e` che dobbiamo augurarci?   Naturalmente che Renzi ‘funzioni’  e superi soprattutto le prove che lui stesso si è scelto: il Jobs Act, la tassazione (cosi` avrebbe detto) delle plusvalenze dei titoli di borsa, il taglio del cuneo fiscale, la ripartenza degli investimenti sull’edilizia scolastica.  Perche` cari amici, Renzi è prigioniero di ‘noi’ nella stessa misura in cui ‘noi’ siamo prigionieri di ‘lui’.  Aldilà del suo ‘racconto’ o ‘narrazione’  – che roba tremenda usare parole di questo peso per dire di  banali tecniche di comunicazioni  – a tutti conviene che Renzi porti a casa il risultato.  E quindi, fra sei, otto o dieci mesi, ottenga che il Senato della Repubblica scelga la ‘dolce morte’, una fine disegnata ‘per fini superiori’. Ve li vedete voi i nostri Senatori, sciogliere l’Istituzione che ha dato loro vita, prestigio, qualche modesto privilegio, addirittura in molti casi ‘senso’? Accadra`? Puo` accadere? Non lo sappiamo e a dispetto dei calcoli di Renzi e dei suoi moltissimi oppositori – operano ovviamente tutti sotto traccia – non lo sapremo in tempi brevi.  Renzi  ieri ha strappato una cambiale a termine – dieci, dodici o forse quindici mesi – e in questo tempo breve e chiamato a dare il meglio di se` dando un segnale all’Italia.  Deve provare  che non gia` l’Italia  – quella esiste ed esistera` –  ma la ‘Nazione` c’e` ancora. Che ce la possiamo fare, che siamo quelli de ‘La Grande Bellezza’.

Io penso  che gli vada dato credito – non perche` ci ‘ha messo la faccia’,  e cosa altro doveva metterci? – ma perche` su questo toscano,  abbiamo deciso di mettere le nostre residue risorse. Se dovesse andargli male, tutto diventera` davvero piu` difficile.

Lascia un commento

© 2013-2015 Istituto Ixè S.r.l. - C.F. e P.IVA 01238270324