La scuola e gli italiani

Per sentirsi a proprio agio davanti a un libro o un quadro bisogna almeno aver finito le scuole superiori?

1cultura

I residenti in Italia Settentrionale sono meno soddisfatti della scuola, la maggioranza di essi ritiene che abbia offerto loro una mediocre o insufficiente cultura generale.

La generazione dove c’è una più netta polarizzazione tra coloro che hanno ottenuto una buona cultura generale e coloro che la ritengono invece insufficiente è quella degli attuali 55-64enni, la generazione del ’68 e post ‘68.

Chi ha una licenza elementare per lo più si sottrae alla domanda, mentre chi ha raggiunto il diploma della scuola media inferiore segnala l’inadeguatezza della sua cultura.

2 carattere

Comunque sia, per il 78% degli italiani la scuola contribuisce, almeno in parte, a formare il carattere di un individuo. I più convinti sono i 45-64enni e i laureati. Ne riconoscono meno l’influenza i 18-29enni, non se ne sono ancora resi conto o è imbarazzante ammetterlo?

 

Stipendi degli insegnanti: mancano i soldi o la fiducia?

La scuola statale è ancora la più amata e stimata. I più convinti sono i residenti in Italia Centrale e i laureati. Il 18% della popolazione viceversa crede che le scuole private siano migliori.

La maggiore polarizzazione del giudizio di verifica tra i 18-29enni e i residenti nelle isole.

4 private

Oltre la metà degli italiani non crede che se i professori fossero pagati meglio la qualità dell’istruzione si accrescerebbe.

Il segmento che crede maggiormente in questa possibile soluzione sono gli over 64enni – una classe generazionale che forse ancora riconosceva un alto profilo e valore alla categoria.

 3 stipendi

L’esame di maturità è un trauma da cui ci si riprende solo facendo l’università?

5 utilità esami

Tempo fa la stampa riportava notizia di un ampio dibattito in corso in Francia sulla proposta di eliminare i voti a scuola, accompagnato da riflessioni soprattutto di natura pedagogica.

La posizione degli italiani sembra piuttosto netta: il 70% degli italiani è convinto che gli esami siano un metro valutativo obiettivo, e i laureati ci credono più di tutti; non condivide quest’opinione il 33% di coloro che hanno chiuso il percorso di studio con l’esame di maturità.

6 esami fortuna

Il 55% del campione ritiene che l’esito di un esame scolastico dipenda più dal merito che dalla fortuna. Ne sono meno convinte le donne, chi ha smesso di studiare dopo la media inferiore o superiore.

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