Cosa ci aspetta nel futuro

Introduzione

In Ixè abbiamo un bellissimo libro. Si intitola “Il volto sconosciuto dell’Italia” edito da A.Giuffrè editore nel 1966. E’ un volume, il secondo, curato da Pieropaolo Luzzatto Fegiz, un tempo professore ordinario di statistica nell’Università di Roma e direttore dell’istituto Doxa. Triestino.

Si tratta di una raccolta di 10 anni di sondaggi realizzati da Doxa tra il 1956 ed il 1965 ma in verità è una foto storica degli italiani.

Noi, che condividiamo con il prof. Luzzatto Fegiz l’attenzione e l’interesse per la pubblica opinione, abbiamo deciso di ripetere alcuni sondaggi oggi e metterne a confronto i risultati.

 

Il dato

Qui riportiamo il raffronto su una domanda che tocca una grande paura dell’umanità, quella della guerra, emblematica come misura del clima di incertezza di un paese, o, viceversa,  di ottimismo verso il futuro.

guerra

Nel 1957 più della metà degli italiani temeva un’altra guerra mondiale. Il 17% non sapeva fare previsioni e il 26% era ottimista.

Nel 1963 oltre 1/3 della popolazione non sapeva fare una valutazione sulla possibilità di una guerra mondiale. Solo il 6% era pessimista mentre quasi 6 italiani su 10 erano ottimisti.

Nel 2015 quasi 8 italiani su 10 sono ottimisti e convinti che nei prossimi 10 anni non si sarà un’altra guerra mondiale; contano sulla saggezza dell’Europa acquisita dall’esperienza di due guerre, o hanno dimenticato un tempo che sembra lontano?  Il 17% è pessimista e crede che invece ci sarà.

Tra i pessimisti troviamo in misura superiore alla media i 18-34enni, gli studenti delle scuole superiori e chi ha una scolarità bassa, i residenti in Italia Meridionale.

Rispetto agli anni del boom economico, risale moderatamente il timore di un conflitto; d’altra parte negli ultimi decenni, post guerra fredda, i media d’informazione ci mettono davanti agli occhi costantemente eventi e aree che vivono la guerra.

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