Il PD non parla ai ceti in difficoltà, che ora si rivolgono al centro destra

Le intenzioni di voto degli italiani in questa fase si contraddistinguono per una bassa propensione al voto (affluenza ottimistica: 58,5%).

Concentrando l’attenzione sulle dichiarazioni dei votanti, si segnala il primato del PD (33,9%), che tuttavia fa rilevare una pesante flessione negli ultimi mesi, seguito dal Movimento 5 Stelle (22,1%), che invece ha mostrato segni di ripresa dopo le elezioni regionali, e da una crescente Lega Nord (15,6%), primo partito del centro destra.

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Segmentando le dichiarazioni di voto in base alle condizioni economiche percepite dagli elettori, si emerge chiaramente:

  • una perdita di motivazione al voto, al peggiorare delle condizioni economiche, con una prevalente astensione nelle fasce più povere,
  • un forte radicamento del PD nelle classi più agiate (dove, e solo lì, raggiunge i fasti delle scorse Europee), che si attenua nei segmenti economici meno abbienti e risulta marginale tra chi dichiara condizioni problematiche, dove il PD viene surclassato da SEL,
  • la situazione opposta se si guarda al centro destra, che prevale decisamente nei ceti più poveri e riduce invece il consenso al migliorare delle condizioni economiche.

Inoltre si evidenzia una forte concentrazione del Movimento 5 stelle nel segmento economico centrale.

 

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Dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale (edizione del 26/6/2015) realizzato dall’Istituto Ixè per Agorà-RAI 3

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