La solidarietà dopo il terremoto

Diffusione delle azioni di solidarietà

Il 74% degli italiani intervistati dichiara di aver prestato aiuto, sotto diverse forme, alle persone e alle comunità che sono state colpite dal terremoto del 24 agosto scorso.

Seppur è probabile una qualche sovrastima del dato – a tutti piace migliorare la propria immagine dichiarandosi generosi e attenti ai bisogni del prossimo, sia pure solo in un’intervista per un sondaggio – la percentuale è consistente.

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I modi della solidarietà

La maggior parte dichiara di aver effettuato donazioni, e il canale più utilizzato è stato quello degli sms, del telefono o dei bonifici tramite conto corrente (con il 42% delle risposte), seguito dalle donazioni alle associazioni che si sono occupate di raccogliere fondi e organizzare gli aiuti. Sono soprattutto i più anziani, i pensionati e gli abitanti dei piccoli centri a fare donazioni dirette, prediligendo il canale  telefono e sms: sono cifre molto contenute, operativamente più semplici da fare e su cui è molto ampia l’informazione sui mezzi di comunicazione.

Le donazioni tramite associazioni sembrano essere le più utilizzate tra gli appartenenti alle fasce più alte di reddito della popolazione e tra gli abitanti delle città più grandi e del centro Italia. D’altra parte presumibilmente richiedono una maggior disponibilità economica e una più forte motivazione.

 

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Il 13% delle risposte riguarda invece un tipo di solidarietà ‘originale’, riconoscimento del valore ed espressione della passione italiana per la tipicità, la cultura gastronomica territoriale: il consumo della famosa pasta all’amatriciana presso i locali della ristorazione che hanno aderito all’iniziativa di donare parte del ricavato per ogni piatto ordinato. Soprattutto i giovani e i giovani adulti (18-44enni) hanno dimostrato di apprezzare quest’ultima modalità per manifestare il loro sostegno, probabilmente rispondendo anche al richiamo che unisce lo stare insieme attraverso il cibo ai legami di solidarietà e comunità che il cibo stesso e i piatti tipici delle nostre regioni rappresentano.

 

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Il 6% delle risposte circa le modalità in cui si è concretizzata la solidarietà verso chi ha subito il terremoto dello scorso agosto riguarda l’aiuto diretto: prestare soccorso e/o ospitare le persone che non possono più tornare nelle proprie case: un 6% preziosissimo e molto significativo, perché raccoglie tutti coloro che si sono spesi personalmente, e molto, nei momenti di emergenza che purtroppo continuiamo a vivere.

 

Sostenere il tessuto economico e sociale

Guardando al futuro, all’impegno per la ricostruzione e a una solidarietà più a lungo termine, è un dato significativo quello riguardante l’acquisto dei prodotti alimentari provenienti dalle zone colpite dal terremoto, in quanto indice forse di una consapevolezza, oltre che della generosità e solidarietà, degli italiani: il 76% infatti è convinto che acquistare prodotti agroalimentari provenienti dalle zone colpite rappresenti un valido e concreto aiuto per la ripresa economica e delle attività produttive, per il sostegno al tessuto sociale stesso e per la tenuta anche psicologica delle comunità che hanno subito un forte trauma.

Questo dimostra una chiara visione del ruolo strateterr_04gico che il settore agroalimentare svolge in quei territori, grazie alle migliaia di imprese agricole presenti, al fiorente indotto agroindustriale e turistico e ai prodotti tipici famosi in tutto il mondo.

Una consapevolezza che sembra crescere con l’età degli intervistati, ma che riguarda anche i più giovani e che si fa più acuta tra chi abita nei piccoli centri del Sud e del Centro Italia.

 

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