Il mestiere di chef

Per gli italiani fare lo chef è soprattutto un lavoro entusiasmante (41%) e faticoso (35%).

Due aggettivi che sembrerebbero sintetizzare al meglio le caratteristiche principali di questo mestiere: un’attività creativa, che coinvolge i sensi, unisce la chimica e l’arte, il metodo scientifico fatto di prove ed esperimenti con la sregolatezza del genio, ma che significa anche fatica, orari impossibili e in molti casi anche stress.

 

La pensano così più le donne che gli uomini, mostrando di apprezzare un mestiere che, ai livelli più alti, è ancora molto maschile: in Italia le chef stellate sono solo 45 su 134, un 13% che però, se confrontato con il dato di altri paesi (per esempio la Francia: 2,5%) e con la media mondiale (4%), potrebbe rappresentare, chissà, l’inizio di qualcosa di nuovo.

 

Fare il cuoco è anche un modo per ricoprire un ruolo di prestigio all’interno di una comunità (26% delle risposte): la pensano così in particolare le casalinghe, i 35-44enni, chi ha una scolarità alta e gli abitanti del nord est.

 

 

Gli abitanti del nord ovest sono quelli che vedono di più il lato faticoso (con il 51%delle risposte), mentre al sud e nelle isole è forte l’idea che questo sia anche un mestiere in cui si guadagna molto: complici forse le luccicanti carriere degli chef stellati che vediamo in tv, soprattutto chi ha un reddito più basso immagina questo come un mestiere particolarmente redditizio.

 

Dati tratti dall’Osservatorio Ixè-Coldiretti 2016.
Campione di 1.000 italiani maggiorenni

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