Il senso del limite (abitudini ecologiche)

“Fare il più possibile con, il meno possibile contro”, dice Glilles Clément, filosofo paesaggista e giardiniere, e gli italiani sembrano aver accolto la sua esortazione.

Negli ultimi anni molti hanno adottato comportamenti virtuosi per contrastare il consumo delle risorse naturali e il degrado ambientale, soprattutto cercando di limitare i rifiuti, accettando il principio della raccolta differenziata (il 76% degli italiani) e riducendo lo spreco di acqua e energia.

 

 

Abitudini, queste, che sembrano ormai consolidate al Nord, un po’ meno al Centro Sud.

 

 

Anche coltivare fiori e piante in casa, o un orto in giardino e in terrazza sono comportamenti che esprimono una nuova sensibilità e il riconoscimento del valore del verde in città.

Le abitudini ecologiche sono praticate di più e in maggior numero dai più anziani: i 18-24enni sembrano meno interessati a coltivare fiori o un orto in terrazzo ma più attenti nell’acquistare cibo attraverso gruppi di acquisto solidali.

 

 

Altra categoria virtuosa sembra quella delle coppie, in particolare se senza figli: in due, forse, è più facile prendersi cura di sé e dell’ambiente (i comportamenti meno virtuosi tra i single), ma la presenza di bambini potrebbe ridurre la quantità di tempo e di energie da dedicare alla pratica di comportamenti ecologici.

 

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine sugli italiani e la natura realizzata a marzo 2017 dall’Istituto Ixè.

Campione di 708 italiani maggiorenni.

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