Isabella Sposetti

I giovani (che hanno studiato di più) viaggiano e conoscono il mondo.

L’84% degli italiani tra i 18 e i 34 anni ha fatto, fino ad oggi, almeno un viaggio all’estero: in media, più di 5 viaggi.

Visitano paesi stranieri per vacanza o per studio, da soli, con amici o in coppia: viaggiando, quindi, “da adulti”, senza la compagnia di genitori o parenti.

 

 

Il mondo sembra dunque più vicino per la generazione nata tra i primi anni Ottanta e il 2000.

La differenza di genere almeno in questo caso non emerge in modo evidente, anche se le ragazze dichiarano di aver fatto un numero di viaggi leggermente inferiore a quello dei coetanei maschi.

 

 

 

Quello che sembra incidere, invece, sulla possibilità, opportunità o sul desiderio che spinge a uscire dai confini per scoprire nuove realtà è il livello di istruzione: chi ha una scolarità alta ha già fatto in media il doppio dei viaggi all’estero di chi ha una scolarità bassa.

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè per Fondazione Campagna Amica, gennaio 2018

Campione di 500 italiani tra i 18 e i 34 anni

 

 

Secondo i più giovani, il “vero uomo” fa anche i lavori domestici

Gli uomini italiani tra i 18 e i 34 anni si occupano della casa e delle faccende quotidiane: il 33% se ne fa carico esclusivamente o prevalentemente, il 36% dichiara di dividere il lavoro in modo equo con il partner o altri conviventi.

 

 

I giovani uomini di questa generazione – “Millennials”, “Generazione Z” o come altrimenti si vuole nominare, che soffre la crisi e spesso fatica a rendersi autonoma dalla famiglia di origine – sembrano dimostrare, con questo dato, un prezioso passo verso la parità di genere.

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè per Fondazione Campagna Amica

gennaio 2018

Campione di 500 italiani tra i 18 e i 34 anni

 

 

Cibi da spiaggia: il pranzo al mare nell’estate 2018

Una famiglia che mangia pasta, lasagne o parmigiana sotto l’ombrellone: che sia un ricordo d’infanzia o un’immagine tra tante della cinematografia neorealista, tutti ne riconosciamo la caratteristica italianità.

In realtà, oggi, la maggior parte degli italiani sceglie di portare in spiaggia cibi leggeri (insalata di riso soprattutto), frutta e verdura.

 

I più affezionati alla tradizione di portare i carboidrati più saporiti anche in riva al mare (o al lago) sono gli abitanti del Centro Italia.

Infatti, se la caprese e la parmigiana sono i simboli del pranzo al mare per chi vive al Sud e nelle Isole, chi vive nelle regioni centrali sembra non voler rinunciare al piatto di pasta (nel 23% dei casi) o (nel15%) a uno di lasagne.

 

Chi ha figli è forse più attento a scegliere cibi sani e leggeri: le coppie senza figli e i single, invece, sono forse più liberi di partire per una giornata al sole senza preoccuparsi di come procurarsi il cibo.

Dati tratti dal’Indagine Ixè-Coldiretti Estate 2018

Campione di 1000 italiani maggiorenni

L’amore per la buona cucina è… trattorie, osterie e ristoranti tipici.

Il 34% le frequenta regolarmente, il 53% occasionalmente: l’87% degli italiani quando sceglie di mangiare fuori si dirige verso la cucina tipica e i locali più tradizionali.

Ma in Italia il 30% degli intervistati dichiara anche di pranzare o cenare al bar almeno una volta al mese.

 

 

Appena possono gli italiani sembrano voler unire al buon cibo la bellezza di un paesaggio naturale: il 55% infatti sceglie gli agriturismi; questo tipo di ristorazione ha una frequenza per lo più occasionale.

 

 

Il 5% frequenta abitualmente i ristoranti vegetariani, una percentuale analoga alla diffusione della dieta vegetariana in Italia. C’è però un ulteriore 20%, composto presumibilmente da non vegetariani, che vi si reca occasionalmente. Sono soprattutto i 25-34enni ad apprezzare questo tipo di alimentazione e di locali.

I fast food, le paninoteche e i pub sono frequentati abitualmente da circa 1/6 degli italiani, in particolar modo i giovani; ma la frequentazione occasionale aumenta significativamente la penetrazione della categoria.

 

Ci solo alcune tipologie di ristorazione che più di altre sono caratterizzate da una clientela omogenea anagraficamente: gli etnici, i pub, le paninoteche e lo street food sono frequentati in misura nettamente superiore dai 18-34enni. Ma nei fast food, pur con un picco  tra i 25-34enni, i frequentatori abituali si concentrano in una fascia più ampia, che abbraccia fino ai 44 anni.

Ai ristoranti vegetariani corrisponde una concentrazione maggiore di 25-34enni tra i clienti abituali.

 

 

 

La relazione positiva, amicale con il gestore è il primo criterio con cui scegliere un locale dove mangiare.

Al secondo posto si collocano le caratteristiche del menù, mentre la varietà di scelta e l’ampiezza dell’offerta sembrano non essere così importanti.

 

 

In fatto di cibo, insomma, gli italiani sembrano badare più alla sostanza che alla forma: il 33% si interessa delle materie prime usate per compore i piatti, mentre l’arte dell’”impiattare” e l’estetica del locale sembrano interessare molto meno.

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti, giugno 2018

Campione di 800 italiani maggiorenni

Bagni di sole (o meglio, uomini al sole)

Un’estate al sole, per abbronzarsi sempre di più.

I maschi italiani superano le donne nella passione per la pelle dorata: la ricercherà l’82% degli intervistati i quali, nella grande maggioranza dei casi, si preoccuperanno anche di proteggersi con adeguate creme solari.

 

 

 

 

Ma abbronzarsi è ancora di moda? Se è vero che le donne interpretano per prime le tendenze, la risposta non è scontata.

Il 28% delle intervistate (contro il 23% della media del campione) dichiara infatti di non volersi esporre al sole nei prossimi mesi.

 

Non hanno dubbi, invece, i più giovani (fino ai 34 anni), i 45-54enni e gli abitanti del nord est.

 

 

 

 

Che i bagni di sole siano comunque salutari potrebbe dedursi dal comportamento dei genitori (single o in coppia). O forse è solo una scusa per sdraiarsi a occhi chiusi mentre i bambini scorrazzano in libertà.

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè – Coldiretti Estate 2018

maggio 2018

Campione di 1000 italiani maggiorenni

Preferisco il bio: italiani e cibo biologico

Sempre meno pesticidi e sempre più colture “naturali”: l’Italia è prima in Europa per aumento di superfici coltivate secondo il metodo biologico (+ 303.071 ettari tra il 2015 e il 2016, secondo il rapporto FIBL e AMI presentato a Norimberga lo scorso febbraio) e mantiene il primato per numero di produttori nel settore.

E il paesaggio sembra cambiare insieme al gusto degli italiani: il 20% consuma regolarmente prodotti biologici, e il 40% dichiara di acquistarli spesso, consolidando così il trend degli ultimi dieci anni.

 

 

 

 

I 25-34enni sembrano i più desiderosi di mangiare alimenti “puliti” e sani, forse anche per un’attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre il 26% dei 55-64enni riesce a consumarli regolarmente.

 

 

 

Scegliere prodotti biologici è probabilmente l’esito di una riflessione e dell’accesso alle informazioni riguardo al rapporto tra cibo e salute e all’impatto ambientale delle produzioni agroalimentari: forse anche per questo la percentuale dei consumatori bio sale al 73% nel segmeto di popolazione con una scolarità più alta.

 

 

 

Le regioni con maggiore estensione di superfici biologiche sono quelle del Sud, ma l’abitudine di consumare alimenti bio sembra più radicata tra gli abitanti del Nord Est.

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti ottobre 2017.

Campione di 1000 italiani maggiorenni

1° maggio 2018: lavorare o riposare?

Più del 20% dei 25-44enni considera la festa dei lavoratori un giorno come tanti, e forse molti passeranno il 1° maggio al lavoro (sarà così per 1 occupato su 5, secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre).

Gli italiani che potranno riposare lo faranno soprattutto rimanendo a casa (il 34%); circa il 20%, invece, andrà a cercare il sole e un po’ d’aria aperta (il 25% degli abitanti del Centro e il 23 delle Isole).

 

1° maggio 2018: cosa faranno gli italiani

1° maggio 2018: cosa faranno gli italiani

 

1° maggio 2018: cosa faranno i giovani

1° maggio 2018: cosa faranno i giovani

 

Chi festeggerà di più, dunque? Il 12% dei 18-24enni sarà in vacanza, forse approfittando del ponte e della chiusura di scuole e università.

Sono loro, insieme agli abitanti del Sud, i più interessati a seguire un evento, andare a un concerto e forse, chissà, anche a partecipare a una manifestazione che onori, in qualche modo, la ricorrenza della Festa dei Lavoratori.

 

1° maggio 2018 in Italia: da Nord a Sud

1° maggio 2018 in Italia: da Nord a Sud

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti sulla Pasqua 2018

Campione di 1000 italiani maggiorenni

 

25 aprile 2018: mare e gite fuori porta

Vacanze al mare, passeggiate in campagna o eventi culturali: il 35% degli italiani trascorrerà il 25 aprile godendosi la tanto attesa primavera.

 

 

 

Il 26% dei 18-24enni approfitterà per andare a cercare un po’ di verde: la “gita fuori porta” è una tradizione cui soprattutto gli abitanti del Centro sembrano affezionati.

 

 

 

 

 

Chi farà ponte sceglierà soprattutto di restare in Italia, magari per fare visita a parenti o amici in altre città.

Ma c’è anche chi farà una prima vera e propria vacanza: sono soprattutto gli uomini e i 45-54enni e gli abitanti delle isole.

 

 

 

 

 

 

 

Il 20% dei giovani che faranno ponte andrà invece all’estero.

 

 

 

 

 

 

 

Infine, chi rimarrà in Italia non ha dubbi: il mare, soprattutto per i giovanissimi, rimane la prima scelta.

 

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti sulla Pasqua 2018

Campione di 1.000 italiani maggiorenni

Siamo condizionati dalla paura?

Il timore di attacchi terroristici non impedirà alla maggioranza degli italiani di godere delle vacanze primaverili: solo il 21% dichiara di aver modificato i propri programmi, magari cambiando destinazioni o rinunciando a un viaggio.

 

Qualcosa però è successo, e a risentirne sembrano essere le donne e i più giovani: il 31% dei 18-24enni ammette di essere stato influenzato, nella scelta e nella possibilità di muoversi e viaggiare, dagli episodi di terrorismo.

 

 

 

I meno preoccupati, invece, sembrano essere gli abitanti del Nord Ovest.

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti sulla Pasqua

marzo 2018

Un pianeta da salvare

Fino a pochi anni fa solo un’élite di scienziati e intellettuali sembrava preoccuparsi delle sorti del pianeta; oggi, invece, l’esistenza di una crisi ecologica è parte della coscienza comune.

Il 76% degli italiani si dichiara molto o abbastanza spaventato dai rischi che corre l’ambiente.

 

 

Si preoccupano leggermente di più gli uomini delle donne, i 25-34enni e i 55-64enni.

Gli over 65 sembrano, invece, i meno ansiosi al riguardo.

 

 

 

La coscienza ecologica è diffusa in tutta Italia, ma i più timorosi per le sorti del pianeta sembrano gli abitanti del Nord Est e del Centro. Più fiduciosi gli abitanti di Sicilia e Sardegna: la bellezza delle isole, forse, aiuta a coltivare la speranza.

 

 

Chi vive in coppia, che abbia figli o meno, sembra più sensibile alla questione ambientale e più preoccupato per il futuro del pianeta di chi vive da solo.

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine sugli italiani e la natura realizzata a marzo 2017 dall’Istituto Ixè.

Campione di 708 italiani maggiorenni.