Attualità

Cosa sei disposto a fare?

Meglio “pony express” che “badante”: i giovani tra i 18 e i 34 anni vogliono lavorare, ma preferirebbero evitare alcuni impieghi.

Le ragazze però, pur di mantenersi e rendersi autonome, sembrano disposte a fare qualche compromesso in più rispetto ai propri coetanei – compromessi con le proprie aspettative e forse, chissà, anche sul piano dei diritti e delle garanzie riconosciute.

 

 

Colonna portante e misconosciuta del nostro sistema di welfare, il lavoro di assistenza e cura a domicilio sembra eccedere i limiti di sopportazione, fisica e psicologica, dei giovani intervistati che, nel 76% dei casi, si dichiarano non disponibili ad accettare un simile impiego (la percentuale sale all’82% tra i giovani uomini).

L’assenza di tutele (la metà dei “badanti” presenti nel nostro Paese lavora in nero) e di un dibattito che riconosca pubblicamente il valore di questo lavoro influenzano, probabilmente, questo netto rifiuto.

 

 

La distanza più grande tra uomini e donne non si nota tanto nella propensione al lavoro di cura quanto, piuttosto, nella disponibilità ad accettare un posto in un call center.

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè per Fondazione Campagna Amica, gennaio 2018.

Campione di 500 italiani tra i 18 e i 34 anni.

1° maggio 2018: lavorare o riposare?

Più del 20% dei 25-44enni considera la festa dei lavoratori un giorno come tanti, e forse molti passeranno il 1° maggio al lavoro (sarà così per 1 occupato su 5, secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre).

Gli italiani che potranno riposare lo faranno soprattutto rimanendo a casa (il 34%); circa il 20%, invece, andrà a cercare il sole e un po’ d’aria aperta (il 25% degli abitanti del Centro e il 23 delle Isole).

 

1° maggio 2018: cosa faranno gli italiani

1° maggio 2018: cosa faranno gli italiani

 

1° maggio 2018: cosa faranno i giovani

1° maggio 2018: cosa faranno i giovani

 

Chi festeggerà di più, dunque? Il 12% dei 18-24enni sarà in vacanza, forse approfittando del ponte e della chiusura di scuole e università.

Sono loro, insieme agli abitanti del Sud, i più interessati a seguire un evento, andare a un concerto e forse, chissà, anche a partecipare a una manifestazione che onori, in qualche modo, la ricorrenza della Festa dei Lavoratori.

 

1° maggio 2018 in Italia: da Nord a Sud

1° maggio 2018 in Italia: da Nord a Sud

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti sulla Pasqua 2018

Campione di 1000 italiani maggiorenni

 

25 aprile 2018: mare e gite fuori porta

Vacanze al mare, passeggiate in campagna o eventi culturali: il 35% degli italiani trascorrerà il 25 aprile godendosi la tanto attesa primavera.

 

 

 

Il 26% dei 18-24enni approfitterà per andare a cercare un po’ di verde: la “gita fuori porta” è una tradizione cui soprattutto gli abitanti del Centro sembrano affezionati.

 

 

 

 

 

Chi farà ponte sceglierà soprattutto di restare in Italia, magari per fare visita a parenti o amici in altre città.

Ma c’è anche chi farà una prima vera e propria vacanza: sono soprattutto gli uomini e i 45-54enni e gli abitanti delle isole.

 

 

 

 

 

 

 

Il 20% dei giovani che faranno ponte andrà invece all’estero.

 

 

 

 

 

 

 

Infine, chi rimarrà in Italia non ha dubbi: il mare, soprattutto per i giovanissimi, rimane la prima scelta.

 

 

 

 

 

Dati tratti dall’indagine Ixè-Coldiretti sulla Pasqua 2018

Campione di 1.000 italiani maggiorenni

La paura di attentati cambia le vacanze degli italiani?

Forse è troppo presto per capire che effetti avranno, sulle nostre coscienze e abitudini, i drammatici episodi cui assistiamo da mesi, più o meno direttamente riconducibili alla strategia di un terrorismo internazionale e su quali aspetti della nostra vita quotidiana.

Il nostro istituto, con la Confederazione Nazionale Coldiretti, è andato a verificare la ricaduta che questi attentati hanno avuto sulla scelta delle vacanze.

Il 70% degli italiani dichiara di non essere stato influenzato da questi eventi nel programmare le proprie ferie.

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Osservando le risposte nelle singole fasce di età si nota che il 90% circa degli over 64 non ha modificato i propri piani, lo ha fatto invece il 41% dei 18-24enni e il 38% dei 25-34enni.

Queste vistose differenze si spiegano analizzando le destinazioni delle vacanze: infatti tra i giovani sono più frequenti i viaggi verso città o paesi stranieri.

Quest’estate quasi il 40% dei 18-34enni visiterà un paese europeo, il 10% dei 25-34enni sarà negli Stati Uniti e il 10% dei 18-24enni in Asia.

Viceversa gli anziani scelgono in misura maggiore spostamenti in Italia e in luoghi tranquilli, meno urbanizzati.

 

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Expo 2015: non voglio o non posso di andarci?

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Ci sono già stati in misura superiore alla media i 25-34enni. Il 9% dei maggiorenni italiani ha già il biglietto.

Il 40% ha intenzione di andarci; vedremo a fine ottobre quanti l’avranno fatto.

Il 47% dichiara già da ora di non avere intenzione di visitarlo. Il segmento è composto in misura superiore alla media da soggetti con scolarità bassa, da residenti nel Nord-Est, Centro, Sud e Isole e da over 64enni. La distanza (in alcuni casi è relativa), l’impegno ma soprattutto il costo richiesto dallo spostamento sembrano spingere alla rinuncia. E’ un segmento di popolazione che fa fatica economicamente ad andare in vacanza quest’estate.

Sembra quindi che gli italiani che non vedranno Expo 2015 per lo più non saranno determinati da una scelta ideologica ma dalla necessità di rinuncia.

La vulnerabilità al terrorismo dell’Italia

Dopo i fatti di Parigi, i recenti arresti di affiliati a cellule jihadiste e le allerta diffuse in tutta Europa, cresce sensibilmente tra gli italiani la paura di attentati anche nel nostro paese.

Attualmente quasi due cittadini su tre (62%) temono che possa essere colpita anche l’Italia, segnalando una forte crescita rispetto a quattro mesi fa, quando dopo un’allerta del Viminale, l’Istituto Ixè aveva verificato che poco meno della metà della popolazione intravvedeva il pericolo di attacchi terroristici in Italia.

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Dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale (edizione del 9/1/2015) realizzato dall’Istituto Ixè per Agorà-RAI

Si dichiarano più preoccupate le donne e chi si colloca politicamente nell’area di centro, centro destra e destra.

L’Italia è un paese a rischio terrorismo?

Le varie turbolenze internazionali, l’allerta lanciato dal Viminale nelle scorse settimane, nonché i rimbalzi di queste informazioni sui media e nelle dichiarazioni politiche, non lasciano indifferenti gli italiani.

L’Istituto Ixè ha verificato le preoccupazioni in tema di terrorismo degli spettatori dell’ultima puntata del 2 settembre di Millennium, il programma estivo di informazione in onda quest’estate, ogni martedì in prima serata su RAI 3. Hanno aderito al Sondaggio Live circa 1.200 spettatori, cui si è conferita rappresentatività mediante una calibratura con criteri socio-demografici e politici, sulla base dei dati Istat e di un campione casuale di controllo parallelo, intervistato telefonicamente a ridosso della puntata.

La maggioranza dei cittadini (54%) si dichiara tranquilla, tuttavia il restante (e consistente) 46% teme attacchi terroristici in Italia.

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Oltre alle posizioni politiche (l’allarme è maggiore tra chi si colloca a destra e a centro destra), tale preoccupazione riflette un le caratteristiche anagrafiche dei rispondenti: il timore cresce all’aumentare dell’età.

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Non c’è scampo per i fannulloni?


RAI 3 MILLENNIUM

Sondaggio Live
Se desideri ricevere l’invito per la partecipazione al sondaggio in diretta della prossima puntata di Millennium e ricevere la newsletter con i risultati dei nostri sondaggi, mandaci una mail a iscrizioni@istitutoixe.it

 

Terzo appuntamento con il SONDAGGIO LIVE per Millennium, il nuovo programma estivo di informazione in onda per tutta l’estate, ogni martedì in prima serata su RAI 3.

Nella puntata del 29 luglio, si è rilevata la propensione degli italiani a denunciare eventuali colleghi fannulloni. Hanno aderito al Sondaggio Live oltre 1.000 spettatori, cui si è conferita rappresentatività mediante una calibratura con criteri socio-demografici e politici, sulla base dei dati Istat e di un campione casuale di controllo parallelo, intervistato telefonicamente a ridosso della puntata.

Il risultato è netto e tende a sconfessare lo stereotipo dell’italiano omertoso. Prevale nelle dichiarazioni dei cittadini senso di giustizia: il 71% denuncerebbe un collega fannullone.

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Hanno una tendenza delatoria  più spiccata i 30-54enni e chi si colloca politicamente nell’area di centro destra.

Dimostrano altresì un atteggiamento relativamente più tenero e comprensivo con i fannulloni i cittadini del sud Italia e gli under30, probabilmente più preoccupati di trovare un’occupazione che di denunciare le ingiustizie di ipotetici colleghi.

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Fuori dai Mondiali: per un italiano su due gli Azzurri sono lo specchio del Paese

L’Italia è stata eliminata dai Mondiali di Calcio senza passare nemmeno la prima fase eliminatoria. Per la grande maggioranza (71%) del Paese, che da tradizione ha tifato compattamente per la propria bandiera, questa ‘sconfitta’ è stata meritata.

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Un clima di amara delusione rilevato dall’Istituto Ixè che chiude questa parentesi calcistica e richiama paralleli con altri livelli. Nonostante la partita contro l’Uruguay abbia suscitato diverse polemiche per l’arbitraggio, rimane il fatto che gli Azzurri di Prandelli non hanno mai saputo convincere. L’Italia scesa in campo per certi versi ricorda il Paese confuso che abbiamo di fronte. Che inventa, si atteggia, ma fatica a trovare la tattica giusta. Per quasi la metà del Paese (49%) questa eliminazione rispecchia l’Italia di oggi e riporta alla realtà nonostante le speranze e le aspettative dell’ultimo periodo.

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Un sentimento di delusione che dal campo di calcio si sposta sull’Italia intera, che non riesce ancora a dimostrare sufficiente capacità competitiva.

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